BELLUNO – Si chiama Med Fast la nuova task force all’interno del dipartimento di prevenzione dell’Ulss Dolomiti creato per supportare la centrale operativa nell’attività di contact tracing. || Chiamare la persona positiva, metterla in isolamento, emettere il certificato – se necessario – e fare un’intervista molto accurata per risalire ai contatti stretti, telefonare a questi ultimi per l’eventuale programmazione del tampone nell’arco temporale più idoneo. E’ l’elenco delle attività svolte da inizio pandemia dal personale della centrale operativa di contact tracing attiva al San Martino di Belluno che nelle scorse settimane ha rischiato di andare in sofferenza in concomitanza con l’arrivo della seconda ondata della pandemia e che in questi giorni è stata affiancata da un gruppo di giovani medici neo-laureati. Una task force, chiamata Med fast, un’intuizione felice che agevola la fatica, impegnata e consapevole in un momento di difficoltà del territorio, della Regione, del Paese, che fa guadagnare tempo prezioso per il tracciamento dei contatti stretti e garantisce in tempo reale l’apertura della pratica di quarantena. “Siamo in una fase molto seria” dice il dottor Cinquetti “ma c’è anche consapevolezza diffusa, a tutti i livelli”. – Intervistati SANDRO CINQUETTI (DIRETTORE DIPARTIMENTO PREVENZIONE ULSS DOLOMITI) (Servizio di Tiziana Bolognani)


videoid(4-9M9kx_z3Q)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria