VENEZIA – In attesa del DPCM oggi il presidente Zaia ha parlato di un momento non facile anche per la pressione sulle terapie intensive. Poi è tornato sulla polemica a distanza con i medici di base || ”Sono giornate impegnative, ieri abbiamo caricato 12 persone in terapia intensiva, oggi siamo già a 10 a metà giornata, ci stiamo avvicinando all’apice, alla fase acuta”. Nella giornata che registra la più alta mortalità dall’inzio di questa seconda ondata il presidente Zaia, dati alla mano, non nasconde la preoccupazione per una pressione sugli ospedali in aumento. Il governatore ricordando che, guardando i grafici, il giro di boa si potrebbe vedere a metà novembre richiama ad un senso di responsabilità che i veneti devono avere per non superare il livello di guardia. L’atteso DPCM tra le varie misure dovrebbe prevedere anche tre livelli per ogni regione con misure via via più restrittive e anche su questo aspetto Zaia puntualizza: ”rispetto a misure ad hoc per il territorio noi vogliamo essere presenti su questo”. Il presidente del Veneto ha poi annunciato l’arrivo in serata dal governo di 64 mila tamponi rapidi che verrano consegnati ai medici di base. E a proposito dei dottori di famiglia Zaia torna sulla polemica esplosa nelle ultime ore ricordando che ”i medici hanno massima libertà nell’attuare l’accordo” (Servizio di Francesca Bozza)


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