25/10/2021 TREVISO – “Troppo facile presentarsi il giorno dopo dalla Polizia con l’avvocato, quell’uomo doveva fermarsi a soccorrerci”. Sono le parole, dall’ospedale, di una dei giovani investiti da un’auto pirata sabato notte a Fiera. L’auto rimane sotto sequestro, la Procura deve ancora assegnare il caso a un pm e quindi aprire un fascicolo. || «Troppo facile presentarsi il giorno dopo con l’avvocato: doveva fermarsi a soccorrerci. Ha sulla coscienza non una, ma tre persone». Dal letto del reparto di Ortopedia del Ca’ Foncello, dov’è ricoverata con la gamba fratturata, la caviglia da ricostruire, Maruscka Carrettin, 25 anni di Silea, una dei tre giovani investiti l’altra notte a Fiera, parla del conducente di quell’auto bianca che è piombata sul gruppetto mentre attraversava via Callalta. E di quegli istanti in cui lei, il fidanzato, e la coppia di amici con cui erano andati a vedere i fuochi alle fiere di San Luca, hanno rischiato di morire. «Non andava a cinquanta all’ora: quella macchina l’abbiamo vista sfrecciare mentre stavano per arrivare dall’altra parte della strada. Andava talmente forte che hanno dovuto estrarmi dalla gamba dei frammenti dell’auto». Il conducente della 500 L, un 40enne di Povegliano, si è costituito il giorno dopo alla Polizia locale, per evitare l’arresto. «Cosa gli direi se l’avessi davanti? Non avrei parole. Ma non mi fa pena». Maruscka ha una prognosi di 30 giorni, il quadro più complesso è quello dell’amico Filippo, 20 anni, con fratture multiple al bacino e agli arti. Ma, cosa non scontata, sono tutti vivi. «Ci consideriamo dei miracolati». – Intervistati MARUSCKA CARRETTIN (Servizio di Lina Paronetto)


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