11/10/2021 VENEZIA – Sale la tensione, ma anche la preoccupazione, sull’obbligo esteso di green pass. “Venerdì rischiamo di andare a sbattere”, l’allarme della CGIL. “Servono 150 mila tamponi al giorno”. || Questo il nodo da sciogliere per la Cgil regionale, quando mancano 4 giorni all’entrata in vigore dell’obbligo esteso di green pass. Di un rischio concreto di caos – tra l’altro – aveva parlato nei giorni scorsi lo stesso presidente del Veneto Zaia.300 mila lavoratori quindi, cui somministrare il tampone ogni 48 ore, stando almeno alle regole attuali. Lavoratori che non necessariamente sono degli irriducibili, anzi. “Servirebbero 150 mila test al giorno, una cifra irraggiungibile”, dice il segretario della Cgil veneta Christian Ferrari.Da qui la necessità per la Cgil di aumentare il numero di test somministrati dalle Ulss e di continuare a informare e sensibilizzare sull’uso del vaccino, anche portando gli esperti nelle fabbriche.Sullo sfondo i fatti di Roma con l’assalto alla sede della Cgil, che raccontano di una fase delicatissima.Una ferita per la democrazia, che l’abbraccio avvenuto in giornata tra il premier Draghi e il segretario Landini ha cercato di ricucire.Certo, si apre una settimana fatta di interrogativi, con il sindacato autonomo della Fisi – che ha proclamato in tutti i settori – dalle scuole ai trasporti – 5 giorni di sciopero a oltranza dal 15 al 20 contro l’obbligo di green pass definito “discriminatorio”. La Commissione governativa di garanzia ne ha già chiesto la revoca. – Intervistati CHRISTIAN FERRARI (Segretario Cgil Veneto), PROF. MASSIMO GUERRIERO (Epidemiologo) (Servizio di Cristian Arboit)


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