09/10/2021 VENEZIA – Il Primo Procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin entra nel dettaglio sul Piano di interventi per mettere in sicurezza la Cattedrale di San Marco ma condivide anche la preoccupazione per il rallentamento che il cantiere potrà subire in queste settimane proprio a causa dell’acqua alta. || Doppi turni di lavoro, quando le condizioni meteo lo consentiranno, per cercare di recuperare, almeno parzialmente, i giorni in cui la presenza di alta marea in Piazza San Marco, il punto più basso della città, non renderà possibile lavorare. Il Primo Procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, condivide e si associa alla posizione espressa ai nostri microfoni dal professor Amerigo Restucci, già rettore emerito dello Iuav, e entra nel dettaglio del piano di interventi previsti per mantenere la Basilica all’asciutto, con delle barriere temporanee, provvisorie anche quando il Mose non sarà in funzione, nonostante l’acqua alta a San Marco. L’avvertimento scandito è netto: l’emergenza acqua purtroppo non è finita.Gli operai delle imprese impegnate nel progetto, si tratta di alcune aziende locali, ieri hanno già delimitato con transenne il cantiere e avviato i carotaggi per le verificare del caso. Le barriere con le lastre in vetro infatti andranno collocate lungo un tracciato nel terreno a circa  un metro e mezzo di profondità ma, vista la zona, bisognerà assicurarsi che nell’area degli scavi non ci sia la presenza di reperti archeologici. Solo successivamente infatti inizierà lo scavo vero e proprio delle corsie in cui saranno installate le protezioni. La barriera contro l’acqua alta per proteggere la Basilica di San Marco sarà composta da uno sbarramento fisso alto un metro e venti centimetri attraverso il quale, però, si potrà vedere, grazie ai vetri. Nei varchi di ingresso infine verranno posizionate delle balaustre mobili. Lo scopo ultimo è impedire che l’acqua entri nell’area tra la facciata e le navate della chiesa rovinando tutto. Un’opera dall’impatto rilevante visto che, pur se temporanea, dovrà rimanere in attività per circa 3 anni ma il progetto della Provveditoria di San Marco, approvato dalla Soprintendenza ai Beni culturali e dal Provveditorato alle opere pubbliche, si è reso necessario dopo i continui allagamenti che negli ultimi anni si sono sus – Intervistati CARLO ALBERTO TESSERIN (PRIMO PROCURATORE DI SAN MARCO) (Servizio di Lorenzo Mayer)


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