06/10/2021 VERONA – “Non provo più rabbia, solo dolore per mia figlia”. Le parole di Francesca Frezza, mamma di una dei bimbi morti per il batterio killer a Verona. 7 le persone indagate dalla Procura. “Un primo passo per avere giustizia per mia figlia” || ” Alle udienze andrò. Questo è un primo passo per avere giustizia per mia figlia”. A parlare è Francesca Frezza la mamma che ha perso la sua piccola Nina, colpita dal batterio Killer. ‘’ Ho vissuto la tragedia più grande, quella di perdere un figlio. Ora non ho più paura di niente”. La Procura di Verona ha iscritto 7 persone nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di omicidio colposo e lesioni colpose gravi e gravissime in ambito sanitario, nell’inchiesta sull’infezione da Citrobacter all’Ospedale della Mamma e del bambino di Borgo Trento. Giustizia dice per i nostri bambini: ‘’ dico nostre perché oltre a Nina, c’è Jacopo, Alice e tanti altri bambini, il mio dolore è il dolore di intere famiglie”. 89 neonati sarebbero stati infettati dal cosiddetto batterio killer, 4 piccoli morirono, mentre una decina avrebbero riportato danni gravissimi dall’infezione. Gli indagati sono ex vertici e medici del nosocomio. Al centro della accuse le circostanze emerse dagli ispettori della Regione Veneto, secondo cui i focolaio epidemico, era attivo fin dal 2018, in particolare legato all’utilizzo di acqua da un rubinetto contaminato per la preparazione del latte in polvere. Solo il 12 giugno 2020, quando i contagi aumentarono e partirono le proteste delle mamme delle piccole vittime prima fra tutte Francesca, il punto nascite fu chiuso e sanificato. Sono riuscita a tirare fuori la rabbia e trasforma in amore per mia figlia, dice Francesca. ora voglio giustizia – Intervistati FRANCESCA FREZZA – mamma di Nina (al telefono) (Servizio di Daniela Sitzia)


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