TREVISO – Non saranno più ammesse manifestazioni in cui non si rispettino le norme anticovid. Così in mattinata il comitato per l’ordine e la sicurezza, al termine del quale il Prefetto Laganà ha incontrato i promotori della protesta andata in scena in piazza dei Signori. || Ha ribadito il suo disappunto per le 3mila persone radunate in piazza, l’altra sera, il prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà ai rappresentanti dell’associazioneTreviso Imprese Unite, che le hanno chiesto in mattinata un incontro. Follia, ha ripetuto il prefetto, in un momento come questo in cui l’aumento dei contagi non ammette passi falsi. Comprensibile lo spirito della protesta, ma in comitato ordine sicurezza la linea dettata è chiara: non saranno più autorizzate manifestazioni in cui non sia garantito il rispetto delle norme anticovid. Nei prossimi giorni, l’associazione Treviso Imprese Unite, che sta organizzando un’altra manifestazione a carattere regionale a Venezia per il 6 novembre, consegnerà al prefetto un documento con le istanze degli operatori penalizzati dal Dpcm, che Laganà si è impegnata a far arrivare al Governo.Prefetto consapevole della crescente tensione sociale anche nella Marca, ma che alla provocazione del barista di Crevada che ha tenuto aperto il locale dopo le 18, risponde così: «Mi auguro duri il tempo di un gesto dimostrativo, perché nel caso si ripeta le forze dell’ordine non potranno far finta di non vedere». – Intervistati MARIA ROSARIA LAGANA’ (Prefetto di Treviso), ANDREA PENZO AIELLO (Presidente Treviso Imprese Unite) (Servizio di Lina Paronetto)


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