24/09/2021 BARBONA – Operazione Candidopoli della Guardia di Finanza di Este e della procura di Rovigo: indagati i vertici di un movimento di destra L’altra Italia che candidava persone a loro insaputa per entrare nei consigli comunali dei piccoli comuni italiani || Presentavano liste elettorale nei piccoli comuni d’Italia con meno di mille abitanti, dove magari avevano solo un avversario e così riuscivano ad entrare nei consigli comunali dalla parte della minoranza. Per fare questo inserivano nelle liste persone residenti da tutt’altra parte d’Italia e ignare di essere candidate. E’ questo il sistema adottato dal movimento politico L’altra Italia, finito in un’indagine della guardia di Finanza di Este e coordinata dalla Procura di Rovigo. L’indagine nasce nel 2019 e ha portato alla denuncia di 15 persone di cui 5 sottoposte a misure restrittive. Ai domiciliari un leccese fondatore del movimento, sospeso dal pubblico incarico e obbligo di firma per un 58enne di Rovigo che nel 2019 era riuscito a farsi eleggere nel consiglio comunale di Barbona piccolo comune nella Bassa Padovana. L’uomo poi aveva autenticato firme false per presentare nelle successive tornate elettorali le liste del movimento. L’obiettivo di questo movimento vicino alla destra era quello di ottenere visibilità a livello nazionale. In totale sono 23 i piccoli comuni da Nord a Sud dove il movimento si era presentato con liste piene di persone totalmente ignare e che mai avevano firmato. L’altra Italia era riuscito a farsi eleggere anche nel comune di Vighizzolo d’Este nel 2020 e nel comune di Posina nel vicentino, un caso lampante dove il candidato primo nella lista contattato dal funzionario per il conferimento dell’incarico è caduto dalle nuvole ed è risultato essere un anziano residente al sud e completamente invalido. – Intervistati Col. MICHELE ESPOSITO (Comandante Provinciale Guardia di Finanza di Padova), CARMELO RUBERTO (Procuratore Capo di Rovigo) (Servizio di Valentina Visentin)


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