20/09/2021 SAN VENDEMIANO – Ha scatenato un’accesa discussione la decisione di un’azienda trevigiana specializzata in prodotti bio di pagare i tamponi ai propri dipendenti non vaccinati || La posizione dell’azienda è rispettabile, ha disponibilità per pagarsi i tamponi però non vorrei che venga sfruttata come una presa di posizione a favore di chi è contrario a green pass e vaccinazione”. Questa la considerazione del presidente di Unioncamere veneto Pozza di fronte alla scelta della dirigenza di Ecornaturasì, azienda di San Vendemiano che si occupa di prodotti alimentari biologici, di pagare i tamponi ai dipendenti che non intendono vaccinarsi, alla luce dell’estensione dell’obbligo di green pass a tutti i lavoratori a partire dal 15 ottobre. La certificazione verde, dice Pozza, è un primo passo sperando di arrivare all’obbligo vaccinale altrimenti aggiunge da questa pandemia non se ne esce in un momento poi di ripresa economica. L’invito ad immunizzarsi arriva anche dal direttore generale dell’Ulss2 Benazzi che a proposito della scelta dell’azienda bio trevigiana dice: “credo sia un brutto segnale per chi va a comperare, io se vado in un negozio, continua Benazzi, gradirei che chi mi fornisse gli alimenti fosse vaccinato”. Il presidente Zaia sul tema tamponi per i lavoratori parla di una partita da affrontare a livello nazionale ricordando le richieste dei governatori di rivedere i prezzi dei test e di prolungarne la durata da 48 a 72 ore. E sulla vicenda dei test pagati dall’azienda di San Vendemiano ai dipendenti aggiunge: “questa è una forma organizzata che porta ad un risparmio, se hai tanti lavoratori forse riesci a gestirla in maniera più agevole” – Intervistati MARIO POZZA (Presidente Unioncamere Veneto), FRANCESCO BENAZZI (Direttore Generale Ulss 2 Marca Trevigiana), LUCA ZAIA (Presidente Regione Veneto) (Servizio di Francesca Bozza)


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