13/09/2021 MARGHERA – Secondo la CGIL sono circa un migliaio i posti di lavoro a rischio a Porto Marghera con la chiusura del “cracking” decisa da ENI. Dal sindacato un appello ad azienda e Governo. || Secondo la CGIL con la chiusura dell’impianto del cracking il futuro di Porto Marghera rischia di diventare tragico, ammesso che com’è peraltro opinione diffusa, tragico non lo fosse già prima. Il primo interlocutore naturalmente è l’Eni le cui nuove politiche non convincono il sindacato né nei piani di riconversione del sito né nella tutela dei posti di lavoro, il secondo – vista la valenza economicamente strategica del sito veneziano – è il Governo. La chiusura del cracking non è un problema che coinvolge soloi suoi dipendenti diretti, ma anche un ampio indotto che raccoglie lavoratori di vari settori arrivando fino ai servizi di mensa, pulizie e vigilanza. Da troppo tempo a Porto Marghera manca una visione complessiva e di ampio respiro, manca una visione strategica che sappia guardare al futuro e non al piccolo medio periodo. Responsabilità che chiamano in causa anche la politica. – Intervistati ROSITA GALDIERO (FIOM CGIL NAZIONALE), UGO AGIOLLO (SEGRETARIO GENERALE CGIL VENEZIA), DAVIDE CAMUCCIO (SEGRETARIO FILCTEM CGIL VENEZIA), ANDREA BRIGNOLI (SEGRETARIO FILCAMS CIGL VENEZIA) (Servizio di Filippo Fois)


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