08/09/2021 TREVISO – Avevano entrambi chiesto aiuto al sindaco medico Riccardo Szumski il vittoriese morto per covid nei giorni scorsi e il cittadino moldavo ora grave al Ca’ Foncello. “Non erano miei assistiti”, specifica il medico di base, ma il direttore generale dell’Ulss 2 Benazzi stigmatizza i “guru”. || Si erano rivolti entrambi al sindaco-medico di Santa Lucia di Piave Riccardo Szumski, paladino delle cure domiciliari, il 65enne di Vittorio Veneto Virginio Parpinello, morto di covid nei giorni scorsi, e il 60enne moldavo di Ponzano attualmente ricoverato in gravi condizioni al Ca’ Foncello. Entrambi non vaccinati. Szumski, raggiunto al telefono, ci ha precisato che nessuno dei due era un suo paziente, e nessuno dei due è stato trattato da lui: «Il primo – dice – l’aveva sentito per telefono quando era già in ospedale, il secondo, pur non essendo un suo assistito, si era presentato nel suo studio, già scompensato», tanto da inviarlo subito con un’impegnativa urgente al pronto soccorso. Procedure che lasciano perplessa l’azienda sanitaria. Szumski è tra l’altro tra i 4 medici di base non vaccinati a rischio sospensione: l’esito entro venerdì. Tra la popolazione i vaccini aumentano, al 30 settembre, con il superamento della soglia dell’80% si raggiungerà l’immunità di gregge. Ma salgono anche i ricoveri, 74, mentre i contagi, pur rimanendo elevati tra gli stranieri non vaccinati, rallentano. La scuola enologica Cerletti di Conegliano sarà tra i quattro plessi sentinella che da lunedì partiranno con i tamponi salivari molecolari. Infine lo spaccato sulla carenza di medici di famiglia stilato dallo Spi Cgil, un attacco che l’Ulss 2 respinge al mittente. – Intervistati FRANCESCO BENAZZI (Direttore generale Ulss 2) (Servizio di Lina Paronetto)


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