06/09/2021 VITTORIO VENETO – Monsignor Pizziolo attaccato sui social dopo la sua lettera nella quale, in un passaggio, parlava della monocoltura da prosecco e di pesticidi. ”Me lo aspettavo ma certe reazioni scomposte sono frutto dell’incattivimento della società” dice il Vescovo di Vittorio Veneto || Si aspettava le reazioni Monsignor Pizziolo dopo la sua lettera consegnata alla Diocesi per il Mese del creato nella quale in un passaggio faceva riferimento all’uso dei pesticidi e alla monocoltura del prosecco. Consapevole dunque spiega il vescovo di Vittorio Veneto “di aver toccato un nervo scoperto” ma sorpreso dagli insulti piovuti sui sociali “da chi, dice, probabilmente non ha nemmeno letto la mia lettera. La scompostezza di certi commenti è frutto dell’incattivimento della società”.”Sentiamo, forte nel nostro territorio il richiamo al rispetto dell’ambiente e della salute delle persone, spesso minacciati dall’abuso dei cosiddetti “pesticidi”. Come pure sento urgente richiamare l’attenzione sul tema della preservazione della biodiversità, in un’area in cui la monocoltura rappresenta un limite di cui tenere conto” un passaggio della lettera del vescovo che chiarisce: “assolutamente no a dire guai a chi coltiva il prosecco, il problema è quello di osservare le regole e la misura giusta anche in queste cose”. E’ il Consorzio Tutela del Prosecco Doc a replicare alle parole del vescovo con il direttore Luca Giavi: “c’è un richiamo forte all’attenzione che abbiamo sposato da tempo con azioni molto pratiche. Il prosecco oggi, aggiunge Giavi, è un’opportunità per il territorio, noi siamo disponibili a dialogare” – Intervistati Mons. CORRADO PIZZIOLO (Vescovo di Vittorio Veneto), LUCA GIAVI (Direttore Consorzio Tutela Prosecco D.o.c) (Servizio di Francesca Bozza)


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