05/09/2021 CAERANO DI SAN MARCO – Con questa domenica torna la rubrica un oggetto una storia. E torna con un palazzo oggi in gran parte chiuso testimone di un tempo di talenti e dinamicita’ imprenditoriali che passa sotto il termine di mitico nord est. || Scorre l’acqua della brentella come il tempo che ha scandito fasti e decadenza di questo edificio quasi ormeggiato sulla sua riva. Sull’entrata che sottolinea uno stile anni sessanta un marchio indelebile per la storia della marca e del veneto. Pensata a Parigi testimonia ancora il talento nel fare impresa dei trevigiani. Perche’ quando si dice San Remo si pensa alla famiglia Comunello e all’intuizione di recuperare i cappotti dei soldati tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale trasformandoli in giacche gilet pantaloni per gli uomini volevano la normalita’ dopo gli anni tremendi del fronte. Talento anche nella conversione delle logiche contadine. Cambiamenti ma anche storici retaggi come l’occhio vigile del padrone che nella civilta’ serenissima era presente nel punto piu’ altro della villa veneta, qui trasportato lassu’ in quella che e’ stata casa Comunello. Sanremo che da’ lavoro a 5400 operai che fa arrivare con le corriere da ogni parte del veneto dando vita ad una delle prime reti di trasporto privato della nostra storia. Comunello che, in un mondo maschilista, da uno stipendio e quindi indipendenza economica alle donne preferendole per realizzare i vestiti. Poi l’entrata degli americani, la crisi e la delocalizzazione, l’entrata dello stato e la riassegnazione sul modello Alitalia. Oggi Sanremo e’ un marchio toscano che qui ha mantenuto un punto vendita mentre per le nuove generazioni e’ un evento canoro per vecchi. Ecco perche’ va visitato ma soprattutto preservato questo oggetto di 72 mila metri quadri. Un ricordo di chi ci ha lavorato, il testimone del saper fare veneto ma anche un monumento per riflettere sul rapporto tra profitto e territorio ieri nei tanti capannoni ora dimenticati, domani probabilmente nell’immenso mare di vigne passato e futuro di un talento impreditoriale che ha saputo sempre cogliere l’attimo ma forse non calcolarne altrettanto bene le conseguenze. – Intervistati LUIGI CALDATO (Ex dirigente Sanremo) (Servizio di Lucio Zanato)


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