04/09/2021 VENEZIA – Zahra Ahmadi, l’attivista afghana ha riabbracciato il fratello Ahmed, ristoratore veneziano che aveva lanciato numerosi appelli per riportarla in Italia. La donna, che i prossimi giorni rientrerà nel veneziano: «molte delle mie amiche rimaste a Kabul pensano al suicidio piuttosto che perdere la libertà» || «La morte della speranza è alle porte dell’Afghanistan» a dirlo è Zahra Ahmadi, l’imprenditrice 32enne ed attivista afghana, riuscita a fuggire da Kabul, grazie al ponte aereo organizzato dalla Farnesina. Finalmente, dopo essere arrivata in Italia e aver trascorso i giorni di quarantena preventiva, ha riabbracciato suo fratello. Ahmed, lo chef veneziano artefice di numerosi appelli ai politici, per permetterle di rientrare L’ha raggiunta ad Ischia dove riceverà un riconoscimento per la lotta a favore dei diritti umani. Il pensiero della donna, va alle amiche, rimaste a Kabul, in una “gabbia” – dice – perchè obbligate a stare chiuse in casa. Sono angosciata per loro – spiega – molte di loro hanno partecipato con lei il 14 agosto alla manifestazione di protesta contro l’avanzata dei talebani. E ora sono costrette a nascondersi in appartamento per paura di ritorsioni. “In questi giorni quando riesco a parlare con alcune di loro percepisco forte il sentimento di impotenza e rassegnazione – continua – ed in qualche caso mi confessano apertamente di pensare al suicidio piuttosto che restare in quelle condizoni. Non possiamo pensare ad un futuro senza la libertà che avevamo”. (Servizio di Luisa Bertini)


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