07/08/2021 VENEZIA – A Venezia l’entrata in vigore della carta verde è condivisa dagli albergatori, ma ci sono dubbi e problematiche per la sua applicazione. Indubbiamente siamo in una fase di avvio. E qualcuno, sprovvisto di Green Pass, ha preferito disdire la camera che era già stata prenotata. || A Venezia nella città più bella e turistica del mondo il dibutto del Green Pass è promosso… con riserva. Gli albergatori lagunari  condividono la scelta del Governo, ma il problema è, e tale resta, quello della sua applicazione.Molti aspetti devono, alla prova pratica, ancora essere definiti. “Siamo felici che siano state confermate le attese degli albergatori anche se il provvedimento è arrivato a poche ore dalla scadenza. Gli albergatori si sono già organizzati per garantire la massima sicurezza all’interno delle strutture alberghiere e, anche senza l’obbligo di green pass, le misure di prevenzione negli hotel sono rigorose”, spiega Claudio Scarpa, presidente dell’Associazione Veneziana Albergatori. La notizia dell’esenzione rasserena gli animi: “La stagione estiva è già inoltrata e gli hotel a Venezia guardano a settembre, ottobre e all’inverno. Motivo per cui per Ava, così come per Federalberghi nazionale, è fondamentale constatare la fiducia del governo nella capacità degli albergatori di offrire ai clienti i servizi in sicurezza all’interno degli hotel. Ringraziamo il ministro Massimo Garavaglia e il governo per aver confermato l’esenzione dal presentare il Green Pass per i clienti degli alberghi che vogliono accedere ai ristoranti e ai bar al chiuso nelle strutture”.Lo scoglio  di fondo però è sempre uno: in questa prima fase di ripartenza una parte, numericamente importante, di popolazione del Green Pass non vuole nemmeno sentir parlare. – Intervistati CLAUDIO SCARPA (Direttore Associazione Veneziana Albergatori) (Servizio di Lorenzo Mayer)


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