27/07/2021 PADOVA – L’indagine sul caporalato che coinvolge l’azienda padovana Grafica Veneta. A rivolgersi al sindacato per primo, nel maggio di un anno fa, un solo lavoratore pakistano. La Cisl di Padova e Rovigo pronta a costituirsi parte civile al processo: «A rischio sfruttamento, soprattutto gli stranieri». || Il coraggio di una sola persona che si è rivolta al sindacato, prima a Cittadella, ai metalmeccanici, per finire poi nella storica sede della Cisl di Via del Carmine a Padova. Un racconto, seguito da quello di altri dieci compagni, che aveva iniziato a scoperchiare il vaso. L’indagine dei carabinieri parte di lì a poco, dopo il pestaggio a cui i “ribelli” vengono sottoposti nel corso di una vera e propria spedizione punitiva: botte fino quasi all’incoscienza a questi undici uomini inermi che vengono poi legati e abbandonati per strada. Doveva essere un messaggio chiaro per tutti, è stato il via a mesi di controlli, appostamenti, intercettazioni da parte dei carabinieri che hanno portato agli arresti e alle perquisizioni del 26 luglio, a 14 mesi esatti dal ritrovamento di questi uomini lungo la strada. Non un caso isolato, spiega il sindacalista. Sulle criticità legate agli appalti punta il dito anche la Cgil del Veneto che definisce le “esternalizzazioni un sistema malato”. Gli fa eco Assindustria che ripropone il tema del costo del lavoro. – Intervistati SAMUEL SCAVAZZIN (Segretario Generale Cisl Padova e Rovigo), ROBERTA BASSO (Vicepresidente Assindustria Veneto Centro) (Servizio di Chiara Gaiani)


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