24/07/2021 VENEZIA – e sul green pass sul piede di guerra anche gli albergatori veneziani, preoccupati per il rischio disdette anche per settembre || Dopo le ultime misure annunciate dal Governo per contrastare il virus a partire dall’obbligo di Green pass, a Venezia, dicono gli albergatori, preoccupa il rischio disdette per settembre. La richiesta al Governo di fare chiarezza risolvendo alcuni dubbi. A tal proposito  secondo il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon. Per Alberto Maschio, presidente dell’Aja – associazione jesolana albergatori, «l’idea del pass, dell’avere una sorta di passaporto, rappresenta un ostacolo psicologico per i turisti». Mentre il governatore Luca Zaia sostiene che sia l’idea giusta: «Sono stato il primo a parlare di passaporto vaccinale – ha detto durante il punto stampa quotidiano -. E il Veneto ha una anagrafe vaccinale, per cui quando sarà da stampare un nuovo modulo» sarà pronto.Schiavon ha spiegato che, se da un lato «fa piacere che il premier parli di turismo e della sua ripartenza», dall’altro «lo slancio in avanti del premier ha fatto sorgere domande rispetto a questioni che non sono ancora state chiarite». Ad esempio, il costo del tampone per ottenere il green pass o la possibilità per i Paesi europei di prevedere comunque la quarantena per i viaggiatori in ingresso anche dopo l’entrata in vigore del Green pass. Un altro problema sono i tempi. Si parla del 15 maggio per il pass europeo e del 15 giugno per quello europeo, ma «bisognerebbe che tutto avvenisse con maggiore velocità e chiarezza», conclude Schiavon. – Intervistati CLAUDIO SCARPA (DIRETTORE ASSOCIAZIONE VENEZIANA ALBERGATORI) (Servizio di Lorenzo Mayer)


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