23/07/2021 TREVISO – Green pass nel mirino dei ristoratori. La paura è la fuga dei clienti verso locali all’aperto, e troppi i nodi da sciogliere come la vaccinazione dei dipendenti. || Green pass nei tavoli al chiuso di ristoranti e bar, si, ma con riserva. All’indomani dell’ufficializzazione – l’obbligo diventerà effettivo dal 6 agosto – nuove perplessità serepggiano tra le categorie. Favorevole la Fipe-Confcommercio trevigiana «purchè non sia uno strumento che rallenta l’accoglienza» il commento – visto che i “controllori” saranno i titolari del locale. Sulla stessa linea d’onda anche la Confesercenti che sottolinea le difficoltà nella gestione dei clienti su spazi e regole differenti all’interno e all’esterno, e si domanda in questo contesto come sarà gestito e se ci sarà, un obbligo di green pass anche per il personale. Tanti gli interrogativi che gravano su una categoria già provata da mesi di restrizioni. La paura è la fuga della clientela verso chi ha spazi all’aperto, proprio nel periodo di lenta ripresa. E poi le lungaggini nell’adempimento del controllo, per cui i gestori si auspicano che il cliente arrivi già preparato. “meglio il green pass che la chiusura” la frase ingoiata a denti stretti, in vista di nuove potenziali perdite, da questo presupposto Veneto Imprese Unite, avanza l’ipotesi di una mobilitazione su scala nazionale – Intervistati ANDREA ZARATTINI (Confesercenti Treviso), STEFANO ZANOTTO (Osteria da Arman), ANDREA PENZO AIELLO (Presidente Veneto Imprese Unite) (Servizio di Luisa Bertini)


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