23/07/2021 VILLORBA – Ancora un’operazione contro il lavoro in nero nella Marca, ancora una volta a finire nel mirino una fabbrica tessile guidata da un cittadino cinese, stavolta a Villorba. L’operazione è stata condotta dai carabinieri. || Nove lavoratori completamente in nero, 3 di nazionalità cinese, 3 pakistani, 3 del Bangladesh, sono stati scoperti in una fabbrica di abbigliamento di Villorba guidata da un imprenditrice cinese di 50 anni. E questo su un’azienda che di dipendenti ne contava in totale 21, tutti addetti al confezionamento.Questo l’esito di un controllo congiunto deicarabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Treviso con imilitari del Comando Provinciale, da tempo impegnati in una serie di controlli e verifiche sul territorio contro il fenomeno del lavoro in nero o irregolare. Nella fabbrica cinese, però, le problematiche non riguardavano soltanto la manodopera ma anche il rispetto delle normative anti-Covid. Nessuna informativa era stata diffusa tra i lavoratori e mancavano i presidi di protezione fondamentali, come l’igienizzante per le mani.L’attività è stata così sospesa e la titolare sanzionata pesantemente per oltre 45 mila euro.A Vittorio Veneto, invece, è stato deferito in stato di libertà un 38enne di origini macedoni, titolare di una ditta edile che, in concorso con il suo consulente coneglianese, avevaassunto ed impiegato un lavoratore connazionalecon permesso di soggiorno scaduto, favorendo così la permanenza nello stato italiano di uno straniero che non aveva i requisiti di legge. (Servizio di Cristian Arboit)


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