23/07/2021 COMELICO SUPERIORE – Vincoli ambientali in Comelico e Val d’Ansiei. La Corte Costituzionale ha bocciato il ricorso promosso dalla Regione Veneto che si era schierata con i 6 comuni delle Terre Alte. “Una follia” commenta l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin. || Schiaffo alle Terre Alte, schiaffo alla montagna. La conferma dei vincoli imposti da Roma ai comuni del Comelico e di Auronzo non si può definire in altro modo. La Corte Costituzionale ha sentenziato che “le regioni non possono pianificare lo sviluppo del proprio territorio con scelte di carattere urbanistico se queste non sono rispettose dei vincoli posti dallo Stato per tutelare i beni di valore paesaggistico” e che “lo Stato può adottare la dichiarazione di interesse paesaggistico di un’area anche quando la Regione sia contraria”. Finisce al momento 1 a 0 la battaglia ingaggiata per scongiurare quelle briglie che oggi hanno assunto la forma di vere e proprie catene.La conferma dei vincoli mette a rischio l’attività di manutenzione del territorio e va letta anche in chiave di spopolamento della montagna. La decisione della Consulta condizionerà il progetto del collegamento sciistico fra il Comelico e la Val Pusteria. Altri ricorsi sono pendenti, ma di sicuro questa decisione ha posto un principio che difficilmente potrà essere scalfito. – Intervistati GIANPAOLO BOTTACIN (ASSESSORE AMBIENTE REGIONE VENETO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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