20/07/2021 TREVISO – Sul caso dell’attacco all’autonomia contenuto nella preghiera diffusa domenica nelle chiese trevigiane, interviene il presidente del Veneto Zaia. E arriva, per la prima volta, anche la posizione ufficiale della Curia. || Il presidente del Veneto Luca Zaia bolla come inutile provocazione la frase contenuta della preghiera dei fedeli, distribuita domenica nelle parrocchie della Diocesi di Treviso per la santa messa. “I popoli della terra”, questa l’invocazione, “non cedano alla tentazione dell’autonomismo e dei piccoli interessi locali”. Un attacco all’autonomia, ribadisce il governatore, che chiede formalmente al vescovo di Treviso monsignor Michele Tomasi una presa di posizione ufficiale sull’episodio. E dopo due giorni di silenzio, la Diocesi ha diramato un comunicato in cui il vicario generale, monsignor Giuliano Brugnotto, spiega che in quelle parole non c’era “nessun intento polemico o di contrapposizione alle istanze di autonomia. Una preghiera non è una presa di posizione politica”, chiarisce. “Nella formulazione del concetto è sbagliata la scelta del termine ‘autonomismo’ – sottolinea -. La volontà era quella di invitare i popoli a sfuggire le chiusure particolariste e a ricercare invece il dialogo che costruisce percorsi di pace e di giustizia”. La Chiesa, prosegue monsignor Brugnotto, “non suggerisce modelli politici e di governo, o le modalità con cui realizzare il Bene comune”. Semmai riconosce “il valore di un’autonomia solidale”. E cita infine papa Francesco, secondo cui “la fraternità universale e l’amicizia sociale all’interno della propria comunità, del proprio Paese, di ogni società, sono due poli inseparabili”. – Intervistati LUCA ZAIA (Presidente Regione Veneto) (Servizio di Lina Paronetto)


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