29/06/2021 TREVISO – Delitto di Moriago. Il governatore Zaia, ieri a Ring, è intervenuto sul dibattito e le polemiche attorno ai servizi per la sanità mentale. Per il Presidente della Regione diventa necessario, da parte del legislatore, cambiare una parte del sistema || “Diciamocelo chiaro: in certe situazioni si deve poter intervenire con maggior intensità”. Luca Zaia non usa troppi giri di parole: il sistema, fa capire, deve cambiare. E puntualizza subito, a scanso di equivoci: non si parla di riaprire certe strutture che la storia ha bocciato da tempo, ma di dare la possibilità alla sanità e alle istituzioni di poter intervenire con più forza di fronte a certi situazioni. L’orrore di Moriago si poteva evitare? Zaia difende l’Ulss2, che ha ribadito di aver montorato la situazione anche dopo che Biscaro aveva deciso di interrompere la terapia. Ed è qui, sostiene il governatore, che qualcosa deve cambiare. Materia per legislatori, non per governatori di regioneUna vicenda che continua a scuotere, che accende polemiche e attacchi. Di corresponsabilità morale dei tagli ai servizi psichiatrici ha parlatio Mons. Ermanno Crestani, presidente dell’Associazione tutela salute mentale, di Veneto fanalino di coda parla il Pd regionale che ha chiesto a Palazzo Balbi i numeri del problema, mettendo sul piatto la cifra dei 54 euro di spesa pro capite per la sanità mentale, contro i 78 euro di media nazionale, meglio solo della Basilicata. Ma Zaia rigetta subito la polemica, tornando a quell’inciso iniziale: il problema da risolvere, è di poter intervenire. “Sono numeri che non vogliono dire nulla se non sono inquadrati nell’ambito della sanità generale, che da noi è di eccellenza. Ma qualcuno deve fare polemica a tutti i costi”. – Intervistati LUCA ZAIA (Presidente Regione Veneto) (Servizio di Nicola Zanetti)


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