26/06/2021 VENEZIA – Lavoratori veneti in piazza a Torino, sede di una delle tre manifestazioni nazionali indette da Cgil, Cisl e Uil, per chiedere una ripresa economica post-Covid che non lasci indietro nessuno. In particolare si temono le conseguenze della fine del blocco licenziamenti. || Il Veneto e l’Italia iniziano con più di un’incertezza il percorso che li porterà fuori da un’emergenza pandemica che nessuno fino a un anno e mezzo fa si sarebbe aspettato di vivere. La ripresa dell’economia in particolare pone al mondo del lavoro più di una preoccupazione che ha portato i sindacati confederali ad indire una triplice manifestazione nazionale a Torino (cui hanno partecipato anche rappresentanti dei lavoratori veneti), Firenze e Bari. La maggiore preoccupazione è rappresentata dalla fine di quel blocco dei licenziamenti che fino ad ora ha impedito l’esplosione di quella che Cgil, Cisl e Uil definiscono una “bomba sociale” e che potrebbe portare nel solo Veneto alla perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. – Intervistati CHRISTIAN FERRARI (SEGRETARIO GENERALE CGIL VENETO) (Servizio di Filippo Fois)


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