13/06/2021 TREVISO – Oggi 13 giugno si ricorda Sant’Antonio da Padova. E questa sera per la consueta rubrica della domenica raccontiamo una litania a lui dedicata per ritrovare gli oggetti scomparsi ma non solo. || E’ uno dei riti della nostra storia rurale. I sequeri maracoli in destra piave o le sequenze in pedemontana sono da sempre la preghiera per ritrovare le cose. Sequeri o sequenze sono in realta’ la storpiatura del latino dei si quaeris miracula preghiera dedicata a Sant’Antonio da Padova che tra l’altro e’ il protettore di chi cerca cose e opersone smarrite. La traduzione e’ se cerchi miracoli e la recita in latino appartiene a quel libriccino che non mancava mai nei parroci di campagna. Erano le preghiere del primo mattino e il ricordo va ai bambini vestiti da chirichetti e al parroco con la tonaca e tricorno, la berretta nera con le alette rigide e il fiocco in mezzo. Passo dopo passo sulle strade tra i poderi e tra i profumi della rugiada e della natura quelle preghiere erano una per molti una melodia considerando che il latino quasi tutti lo parlavano senza sapere in realta’ cosa stavano dicendo. Ecco il perche’ della storpiatura dei sequeri e come piu’ che una preghiera tra i campi trevisani questa litania venisse considerata alla stragua di una formula magica. E come tale era di esclusiva competenza delle donne di casa ma non tutte.Questo il testo tradotto:Se cerchi miracoli, ecco messi in fuga morte, errore, calamità, spiriti infami e lebbra,ecco gli ammalati ergersi sani.Si distendono il mare e le catene,la salute e le cose perdute chiedono e ritrovano i giovani e i vecchi.Svaniscono i perigli, termina persino la miseria; lo attestino questi, che lo sperimentano, lo dicano i Padovani!La litania pero’ perche’ aiuti a ritrovare il perduto deve essere recitata in latino 13 volte. A quel punto almeno il risultato di mettersi l’anima in pace era assicurato. – Intervistati MARISA PAVANETTO (Servizio di Lucio Zanato)


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