12/06/2021 MESTRE – I piccoli imprenditori cui sono stati dati i ristori, li restituiranno sotto forma di tasse. Lo rivela, dati alla mano, l’ufficio studi della Cgia di Mestre. || Questo è quanto rilevato dall’ufficio studi della Cgia. In sintesi, con i due decreti Sostegni approvati nei mesi scorsi il Governo sarà chiamato a erogare a imprese e partite Iva 21,4 miliardi di euro circa di contributi a fondo perduto, per contro, le attività economiche verseranno all’erario quasi 19 miliardi di euro entro la fine di giugno per onorare le scadenze previste dal calendario fiscale. Questo significa che se molti titolari d’azienda riceveranno pochi aiuti e in ritardo, dovranno poi restituirli al mittente, cioè allo Stato, per pagare acconti e saldi di tasse varie. Oltre il danno la beffa. “Se, verosimilmente, gli aiuti dei 2 decreti Sostegni verranno “bruciati” per onorare le scadenze fiscali del solo mese di giugno, la CGIA torna dunque a ribadire la necessità di un azzeramento del carico fiscale per l’anno in corso. Questo taglio generalizzato di tasse e imposte erariali, infatti, costerebbe al fisco tra i 28/30 miliardi di euro. Una stima calcolata ipotizzando di consentire a tutte le attività economiche con un fatturato 2019 al di sotto del milione di euro di non versare per l’anno in corso l’Irpef, l’Ires e l’Imu sui capannoni. Queste piccole aziende, in attesa della tanto agognata riforma fiscale, dovrebbero comunque versare le tasse locali, in modo tale da non provocare ulteriori problemi di liquidità ai Sindaci e ai Governatori. Con un fisco più leggero (vedi Graf. 1)3 , nella seconda parte dell’anno potrebbero operare con meno ansia, meno stress e più serenità. – Intervistati PAOLO ZABEO (UFFICIO STUDI CGIA) (Servizio di Ilaria Marchiori)


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