10/06/2021 CORDIGNANO – Il caso del bambino di 4 anni tolto alla nonna, a Cordignano, dove l’episodio ha destato sconcerto e dolore. Parla il direttore generale dell’Ulss 2 Benazzi, che ribadisce la cautela con cui gli assistenti sociali dell’azienda socio-sanitaria hanno agito, pur tenendo ferma l’esigenza di salvaguardare il bambino. || «La nostra priorità è il benessere e la tranquiillità del minore». Il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi parte da questo principio, che ribadisce con forza, per commentare il caso del bambino di 4 anni di Cordignano, prelevato dall’asilo dagli assistenti sociali dell’azienda sanitaria, per essere allontanato dalla casa familiare, quella della nonna, cui era stato affidato poco dopo la nascita, quando era stata revocata la patria potestà alla madre e al padre. Un provvedimento ponderato, sottolinea Benazzi, tutt’altreo che improvvisato, disposto dal Tribunale dei minori in base alle relazioni degli assistenti sociali, in accordo con il Comune. Il prossimo 15 giugno ci sarà l’udienza per l’adottabilità del piccolo, su cui pende il ricorso della nonna. L’episodio segue di pochi giorni quello del bambino di 8 anni tolto alla famiglia affidataria, anche in quel caso dopo gli approfondimenti svolti dai servizi sociali dell’Ulss, che da un anno hanno in carico la tutela dei minori, prerogativa, in precedenza, dei comuni. Che secondo alcuni erano più vicini alla realtà delle famiglie disagiate, rispetto all’Ulss. Ma anche su questo Benazzi ribadisce che non c’è alcuno scollamento tra tessuto sociale e operatori dell’Ulss, in costante contatto con i Comuni e attenti, soprattutto in caso di minori, ad agire “in punta di piedi”, ma sempre con l’obiettivo di tutelare la parte debole: i bambini. – Intervistati FRANCESCO BENAZZI (Direttore generale Ulss 2) (Servizio di Lina Paronetto)


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