10/06/2021 VENEZIA – I commercianti veneziani che durante l’acqua alta del novembre 2019 hanno subito danni superiori ai 20mila euro sono ancora in attesa dei risarcimenti. L’associazione piazza San Marco ha lanciato un nuovo appello al governo. || 12 novembre 2019 Venezia è travolta da una marea che raggiunge i 187 cm., seconda sola al disastro del 1966. Prima e maggiore di un’ondata di acque alte che continueranno a sommergere la città anche nei giorni seguenti.11 mesi dopo il 4 Ottobre 2020, le paratie del Mose si alzano per la prima volta separando la laguna dal mare Adriatico ed evitando, sempre per la prima volta, l’acqua alta che avrebbe sommerso la città.10 giugno 2021, l’alluvione del 2019 e l’esordio del Mose sono già nei libri di storia, ma i commercianti veneziani che più di un anno e mezzo fa hanno subito danni superiori ai 20mila euro devono ancora ricevere i risarcimenti.Le chiusure forzate provocate dalla pandemia hanno avuto un effetto devastante in un’economia che poggia le basi sul turismo. Dall’ultima “acqua granda” si sono succeduti tre governi sostenuti da maggioranze diverse ma accomunati dall’assenza di risposte.L’Associazione Piazza San Marco fa un appello al Governo affinché vengano sbloccati i risarcimenti destinati alle attività commerciali che hanno subito più di 20.000 euro di danni a seguito dell’Acqua Alta.Già lo scorso novembre, in occasione del primo anniversario dell’Acqua Alta del 2019, Dopo mesi di grande sofferenza a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 e con incerte prospettive di lavoro per i prossimi mesi, Associazione Piazza San Marco auspica che siano liquidati presto i risarcimenti a chi ha subito più danni, ora più che mai vitali per la sopravvivenza delle realtà commerciali. – Intervistati CLAUDIO VERNIER (PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PIAZZA SAN MARCO) (Servizio di Filippo Fois)


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