18/05/2021 TREVISO – La morte di Franco Battiato. Il sodalizio con Giusto Pio, il legame tra il cantante e musicista con la marca trevigiana, la collaborazione con Marco Goldin. || Era il luglio del 2017 quando Franco Battiato, in una delle sue ultime esibizioni, emozionò il pubblico di “Suoni di Marca”, sulle mura, con la sua voce, il suo sguardo, la sua poesia. Solo cinque mesi prima, l’artista catanese, morto all’età di 76 anni, era venuto nel Trevigiano per partecipare, a Castelfranco, ai funerali del compositore e violinista Giusto Pio. Era già malato, Battiato, ma l’amico fraterno l’aveva voluto accompagnare fino alla fine. Era stato quell’incontro, quasi casuale, con Giusto Pio, alla fien degli Anni Settanta, a spingerlo a nuove esperienze, ad intrecciare la musica colta, sperimentale, con il pop. A collegarlo con la Marca, anche la collaborazione con Marco Goldin, curatore di alcune delle mostre d’arte più di successo nel Nord Est negli ultimi decenni. Nel 2014 in occasione della mostra a Bologna in cui Linea d’Ombra aveva portato la “Ragazza con l’orecchino di perla”, Goldin era volato a Milo, a casa del cantante ed autore, per chiederli di musicare uno spettacolo teatrale collegato a quell’evento. E lo aveva voluto a Santa Caterina, a Treviso, al concerto inaugurale della mostra sulla storia dell’impressionismo. L’artista, e poi l’uomo, dalle mille sfaccettature, capace di far ridere, di una generosità straordinaria e di un’altrettanto strardonaria umanità. – Intervistati MARCO GOLDIN (Curatore mostre d’arte) (Servizio di Lina Paronetto)


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