09/05/2021 TREVISO – L’Ulss 2 ha organizzato un corso di formazione per prepare un team dedicato che si occuperà delle esigenze dei sopravvissuti alle cosiddette ”morti violente” || Nel 2020 alla prefettura di Treviso sono arrivate 56 segnalazioni di casi di suicidi, quasi uno a settimana, 74 nel 2019, più del doppio qualche anno prima senza contare chi ha tentato il gesto estremo. Tra il 2015 e il 2016 poi il suicidio è stata la seconda causa di morte tra i più giovani. Dati preoccupanti di un fenomeno da monitorare per comprenderne le cause e su cui lavorare dal punto di vista della prevenzione. E’ così che il precostituito Tavolo provinciale sui gesti suicidari ha deciso di fare un ulteriore passo in avanti con un’iniziativa unica nel suo genere in Italia per affiancare e sostenere i sopravvissuti ad eventi traumatici, alle cosiddette morti violente. L’Ulss2 ha dunque organizzato un corso di formazione del personale che interviene sul luogo dell’evento o nei momenti subito successivi. Traumi profondi che richiedono l’intervento tempestivo di un team multisciplinare che aiuti i sopravissuti ad elaborare il dolore. Ma per i professionisti chiamati a lavorare sul fronte della prevenzione di gesti estremi, c’è un nuova nuova sfida all’orizzonte legata alla pandemia i cui primi effetti iniziano a farsi sentire soprattutto tra i più giovani ma le conseguenze più profonde potrebbero palesarsi nei mesi futuri – Intervistati LEONARDO MENEGHETTI (Direttore Dipartimento Salute Mentale Ulss2) (Servizio di Francesca Bozza)


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