05/05/2021 TREVISO – “Non sono una no vax e la dose l’ho somministrata”. Sono le parole riferite all’Ulss2 dall’ infermiera trevigiana segnalata da un carabiniere perchè avrebbe fatto la puntura senza iniettare il vaccino. La difesa dell’azienda sanitaria: “Faremo le verifiche, è una professionista seria” || “E’ una nostra infermiera che nella nostra turnistica va nei punti vaccinali a vaccinare, non è una no vax, ha fatto il vaccino antinfluenzale, contro l’epatite C e anche quello per il Covid” Il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi sgombra il campo da ogni dubbio parlando della vicenda venuta alla luce dopo la segnalazione di un carabiniere che qualche giorno fa doveva sottoporsi alla vaccinazione anti covid nel centro di Lughignano. Al momento però di ricevere la propria dose il primo dubbio sull’effettiva avvenuta iniezione, a quel punto il militare ha guardato all’interno del contenitore giallo dove ha trovato una siringa con il siero all’interno. A quel punto sono stati chiamati i carabinieri del Nas, la vicenda è arrivata in procura. Anche l’Ulss 2 ha subito cercato di fare chiarezza: “noi abbiamo fatto un incontro interno, spiega Benazzi, la signora ci ha dichiarato che lei ha assolutamente fatto la vaccinazione, le colleghe hanno detto che è una brava persona e che ha sempre lavorato bene”. La donna, infermiera da 30 anni, era da poco impiegata nel centro vaccinale di Lughignano. Domenica aveva coperto il turno pomeridiano entrando in servizio alle 14. Questo particolare potrebbe tornare utile per far chiarezza: ‘’i contenitori per i rifiuti speciali, sottolinea il dg, c’erano dalla mattina, la siringa poteva essere rimasta dalla mattina, ho chiesto ai miei di fare una verifica con il gruppo di infermieri del turno precedente per capire se a qualcuno era caduta la siringa”. L’ulss 2 è a disposizione della magistratura per far luce su quanto accaduto, intanto in queste ore il direttore Benazzi ha avuto un colloquio telefonico con l’infermiera: “l’ho sentita molto provata, mi ha detto che ha fatto il suo dovere”. Fondamentale potrebbe essere un esame sierologico che tra 14 giorni potrebbe accertare la presenza di anticorpi nel sangue del militare che ha segnalato la vicenda. Benazzi rassicura poi i cittadini che si sono sottoposti alla vaccinazione – Intervistati FRANCESCO BENAZZI (Direttore Generale Ulss 2) (Servizio di Francesca Bozza)


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