04/05/2021 VENEZIA – Sul caso test rapidi si sono concentrati i tecnici della Regione, a partire dal direttore Flor che ha dato nuovi dettagli. “A oggi lo studio Crisanti non modifica la pratica clinica”. || Così il direttore generale della Sanità veneta, Luciano Flor, ha sintetizzato la vicenda dell’uso di test rapidi in regione, contestata dalla trasmissione ‘Report’, nel corso dell’audizione in Commissione al Consiglio regionale. Flor torna al 21 ottobre 2020 quando nelle vesti di Direttore generale dell’Azienda ospedaliera diPadova riceve la lettera del professor Crisanti, dove si dice che i test rapidi non sono validi e hanno un deficit del 30%. Erano due tabelle, ricorda Flor, poi diffuse sulla stampa e per le quali l’azienda farmaceutica Abbot aveva poi chiesto chiarimenti.Ma lo studio – riporta Flor – non c’è. L’ok del Comitato etico arriva a gennaio inoltrato. A smontare la tesi del professor Crisanti anche Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie, per cui non c’è correlazione fra mutazione e uso dei test. Non solo. Ricci ricorda le linee guida del Ministero della Salute del 30 ottobre 2020 dove si dice che è consigliato usare i test antigenici in situazioni dove ci sia una elevata prevalenza nella popolazione e in contesti ad alto rischio, con conferma dei positivi con test molecolare, per individuare e isolare precocemente. – Intervistati LUCIANO FLOR (Direttore Sanità Regione Veneto) (Servizio di Cristian Arboit)


videoid(x2BRKVxfquI)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria