03/05/2021 VENEZIA – Navi anche sopra le 40mila tonnellate lungo il Canale della Giudecca. I lavoratori della crocieristica veneziana chiedono di tornare subito al lavoro. || Biancheria intima sventolata per aria, in Campo Santo Stefano prima e in campo San Maurizio poi, per denunciare il tracollo di un comparto senza occupazione da più di un anno. E’ la protesta di chi a Venezia lavora nella crocieristica e di ciò che ci gravita attorno: ormeggiatori, piloti, guardie giurate, hostess, portabagagli… Circa 1.700 lavoratori diretti – dicono – più altri 4.255 dell’indotto. Il comitato “Venezia Lavora” presieduto da Vladimiro Tommasini ne raccoglie quasi 600.I manifestanti rappresentano realtà diverse unite dalla comune necessità di un flusso turistico sostenuto per rimanere in piedi. Tra le richieste assicurare la ripresa della crocieristica a Venezia garantendo passaggi contingentati attraverso il Canale della Giudecca verso la Marittima, alle navi di di media misura superiori quindi alle 40.000 tonnellate, le uniche – affermano i manifestanti – che saranno attive nei prossimi due anni. – Intervistati VLADIMIRO TOMMASINI (PRESIDENTE COMITATO “VENEZIA LAVORA”), MARIA BONALDO (PRESIDENTE FEDERAZIONE ITALIANA TABACCAI VENEZIA) (Servizio di Filippo Fois)


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