03/05/2021 ALONTE – Oggi ad Alonte è stato fatto brillare l’ordigno protagonista del bomba day di ieri. || Un lampo di luce, la terra che si gonfia, come una bolla che poi scoppia, una nuvola di fuoco, e poi il fumo dal cratere. Finisce così il bomba day. Con un’esplosione calcolata, prevista, organizzata. Siamo ad Alonte, nella cava scelta per concludere l’ultima fase dell’operazione iniziata ieri con l’evacuazione di tremila vicentini del centro storico. Un esodo terminato alle quattro del pomeriggio, quando l’ordigno inglese della seconda guerra mondiale è stato disattivato dai militari dell’esercito italiano in forza all’ottavo reggimento genio guastatori dei Paracadutisti “Folgore”. Da Campo Marzo, a 150 metri di distanza, gli artificieri, hanno comandato da remoto due robot in un’operazione chirurgica. Dopo aver tagliato con un bisturi d’acqua ad altissima pressione la bomba, hanno sfilato la spoletta. Una camicia di sicurezza blindava l’ordigno, e questo ha permesso di ridurre a soli 450metri il raggio di evacuazione, che sennò sarebbe stato molto più ampio e avrebbe coinvolto molti più cittadini. Insomma, un’operazione di altissimo livello, unica in Italia.Il bomba day ha coinvolto 500 tra operatori e volontari e 25 enti.Il Comune ha curato in particolare l’informazione ai cittadini da evacuare, il controllo dei varchi e la gestione dei centri di accoglienza, sostenendo una spesa che ammonta a circa 50 mila euro.Oggi in una cava di Alonte, l’operazione si è conclusa: la bomba è stata riposta in una buca profonda 4 metri e coperta di altri 4 metri di terra. A mezzogiorno l’ordigno è stato fatto brillare. – Intervistati FRANCESCO RUCCO (Sindaco di Vicenza), MATTIA IERARDI (Assessore alla Protezione Civile di Vicenza) (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


videoid(E7312wCX8QY)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria