30/04/2021 VENEZIA – Con lui se n’è andato un pezzo importante di storia del ‘900. A pochi giorni dalla scomparsa del veneziano Giulio Biasin, l’ultimo corazziere ancora in vita di re Vittorio Emanuele III, lo ricordiamo con un’intervista rilasciata nel 2014. || Giulio Biasin era l’ultimo corazziere ancora in vita ad aver servito un re: Vittorio Emanuele III dal 1939 al 1943. Due anni fa nella caserma dei carabinieri di San Zaccaria che anche lui aveva contribuito a liberare dai tedeschi durante la guerra di liberazione, era stato insignito del titolo di Commendatore della Repubblica. Con la sua scomparsa a 101 anni, se n’è andato il testimone un pezzo di storia d’Italia. Come quando incrociò Mussolini il giorno del suo arresto dopo il voto sfavorevole del Gran Consiglio del Fascismo. Il nonno di Giulio Biasin era un ufficiale garibaldino, il padre una guardia urbana di Venezia. il fratello, anche lui corazziere, morì per un’infezione per una ferita contratta durante un bombardamento su Roma. Con Umberto II, all’epoca ancora principe ma presto ultimo re d’Italia seppure per poco più di un mese, il rapporto era cordialissimo, come quando passeggiavano assieme per i lunghissimi corridoi del Quirinale con uno spirito quasi cameratesco. “Fare il corazziere – amava ripetere – oltre che un grande onore è una grande soddisfazione che ti accompagna per tutta la vita”. – Intervistati GIULIO BIASIN (Servizio di Filippo Fois)


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