MESTRE – Tra i provvedimenti contenuti nel dpcm, anche quello relativo agli sport di contatto dilettantistici. Non ci saranno le gare – con alcuni distinguo – ma ci si potrà allenare mantenendo i criteri del distanziamento. || Una rabbia tangibile, quella di chi vive lo sport, nella fattispecie il calcio, ogni giorno come attività sociale, collante per i giovani, e per il tessuto economico del territorio di riferimento che va ad irrorare, e interpreta sotto questa luce il nuovo dpcm che stoppa – con i dovuti distinguo – le competizioni dilettantistiche. tradotto in numeri, per il calcio dilettantistico veneto significa mantenere le 300 partite settimanali dell’attività regionale, e ridurre da 500 a 150 quelle dell’attività provinciale. Un’attività ludico amatoriale che si chiude temporaneamente quindi, nonostante gli allenamenti restino, in formula “anti-covid”. il tutto in virtù di numeri sul contagio che – rileva il presidenteregionale Figc Lega nazionale Dilettanti Giuseppe Ruzza – non ha riscontro nelle società, che anzi andrebbero “pagate” per il ruolo di monitoraggio che rivestono. E mercoledì la voce e il disappunto de i comitati regionali di area nord si farà sentire a Roma in consiglio direttivo – Intervistati GIUSEPPE RUZZA (Pres. Regionale FIGC Dilettanti) (A cura di: Luisa Bertini)


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