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TREVISO | NON VERSAVANO LE TASSE PER PAGARE DIPENDENTI E FORNITORI: GIUSTO PER IL TRIBUNALE

26/10/2026 TREVISO – Negli anni della crisi economica molti imprenditori hanno scelto di pagare prima gli stipendi e le fatture che le tasse. Che puntualmente sono diventate cartelle esattoriali in un vortice infinito verso i pignoramenti. Ma l’applicazione della legge sul sovraindebitamento sta dando loro una seconda possibilita’. || Pagavano stipendi e fatture prima delle tasse. Sono 21 i casi, accolti tra il 2019 e il 2026 dal Tribunale di Treviso per 5,37 milioni di euro di debiti complessivi. La storia di fatto e’ sempre la stessa per artigiani, commercianti, agenti di commercio ma anche azionisti di societa’ a responsabilita’ limitata o accomandita; difficolta’ finanziarie di un’attività in proprio. Buoni primi anni, poi la crisi taglia commesse e fatturato, i clienti non pagavano e il titolare doveva scegliere chi onorare per primo. La precedenza sono stati dipendenti e fornitori prima delle tasse fino alla chiusura dell’attivita’. Dopo restano le cartelle per ex ristoranti, ex laboratori artigiani, ditte di verniciatura, negozi, agenzie immobiliari, perfino una discoteca. Imposte e contributi non versati negli anni della crisi, gonfiati da sanzioni e interessi. Fino ad arrivare alla richiesta di pignoramenti. Dal 2023, con il Codice della crisi, i tribunali hanno dato in tempi rapidi una seconda possibilità, una legge sul sovraindebitamento che in tutto il Veneto solo lo scorso anno ha reso la vita meno difficile a 34 ex impreditori. (Servizio di Lucio Zanato)


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