24/10/2026 VENEZIA – La riapertura del Museo Ebraico di Venezia è stata anche un’occasione per promuovere la pace tra i popoli e il dialogo tra le religioni.Il rabbino Sermoneta e il patriarca Moraglia si sono recati assieme in visita anche ad una sinagoga recentemente restaurata. || Il rabbino capo e il patriarca di Venezia camminano fianco a fianco in Campo del Ghetto Novo. Rav Alberto Sermoneta e Monsignor Francesco Moraglia si intrattengono poi in sinagoga. Hanno appena attraversato i locali del rinnovato museo ebraico, riaperto al pubblico dopo sette anni di lavori che hanno incluso il restauro anche di tre storiche sinagoghe. Ripercorrere oggi secoli di avvenimenti in cui la vita della comunità ebraica si è intrecciata alla storia di Venezia e della nazione, rappresenta la base di partenza di un dialogo che in questo periodo è più che mai importante.Il Ghetto di Venezia, formalmente il primo della storia, fu fondato nel 1516: 510 anni fa. Il dialogo non è sempre stato facile, anche qui è passata una delle pagine più drammatiche che l’umanità ricordi: delle 246 persone deportate da queste case nei campi di sterminio nazifascisti tra il ‘43 e il ‘44, torneranno indietro solo in otto. – Intervistati RAV ALBERTO SERMONETA (RABBINO CAPO DI VENEZIA), MONS. FRANCESCO MORAGLIA (PATRIARCA DI VENEZIA) (Servizio di Filippo Fois)


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