10/10/2026 PADOVA – “Non può esistere un sistema alternativo”: è un giudizio diretto e che non lascia dubbi a interpretazioni quello espresso dal ministro della giustizia Carlo Nordio che per la prima volta, da Firenze, interviene sul caso della “camera arbitrale islamica”. || Un’interrogazione è già sul suo tavolo in via Arenula a Roma ma il ministro della Giustizia Carlo Nordio, una vita in magistratura, non ha dubbi: «E’ un argomento molto delicato” perché c’è una indagine in corso ma “va da sé che la legge italiana è un principio non negoziabile. Non può esistere una alternativa civile o penale all’ordinamento italiano». Parla da Firenze il guardasigilli dove è in corso la festa del “Foglio” e aggiunge: «L’idea che nel nostro sistema processuale o giuridico possa essere introdotto un sistema alternativo ispirato non solo alla legge islamica ma a qualsiasi altra fonte che non sia quello della legislazione e costituzione italiana è metafisico, non può nemmeno essere preso in considerazione. Che poi nell’ambito di alcuni diritti disponibili si possano trovare forme di accordo, non necessariamente ispirate a una legge religiosa piuttosto che a una legge laica o a principi etici, questo fa parte di tutti i paesi civili ma l’idea di un sistema alternativo – ha ribadito Nordio – non può nemmeno essere preso in considerazione». Non si placa la polemica sull’iniziativa dell’avvocato Omar Vanin, presidente della Camera arbitrale islamica. Fratelli d’Italia ha presentato un altro esposto firmato dalle deputate Elisabetta Gardini e Sara Kelany. – Intervistati On. SARA KELANY (Fratelli d’Italia), On. ELISABETTA GARDINI (Fratelli d’Italia) (Servizio di Chiara Gaiani)
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