09/10/2026 LONGARONE – E poi ci sono le testimonianze, i ricordi di chi quella notte ce l’ha marcata sulla pelle. || Ricordi indelebili. Sulla pelle viva, come il titolo del saggio della giornalista Tina Merlin che ripercorre gli eventi che portano al disastro del Vajont. O come l’istruttoria del coraggioso giudice Mario Fabbri, che concluse un lavoro senza il quale molto probabilmente il processo del Vajont non si sarebbe fatto, o si sarebbe svolto con un’altra impostazione e avrebbe preso un’altra direzione, come ha ricordato la figlia Antonella scomparsa pochi giorni fa. Per ricordare il Vajont, ogni 9 ottobre, è sufficiente osservare gesti, sguardi, ascoltare il rumore dell’onda che rimbomba nei racconti dei testimoni e sentirsi raccontare la morte dai soccorritori. – Intervistati GINO LUNARDON (SOCCORRITORE – ANA SEZIONE MARCHESANE BASSANO DEL GRAPPA), VINCENZA ZACCHEO, IVAN OLIVIER, GIOVANNI MARIOT (Servizio di Tiziana Bolognani)


Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.videoid(BjvHmuv7DX4)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria