09/10/2026 LONGARONE – Ma a 63 anni dalla tragedia del Vajont, nei luoghi del disastro si è riacceso lo scontro alla notizia della costruzione di una nuova centrale che sfrutterebbe l’acqua del torrente. || Lo avevano annunciato. Il centro sinistra in blocco e il Movimento 5 Stelle hanno disertato le cerimonie per l’anniversario della tragedia del Vajont: una protesta forte contro la Regione, che sulla realizzazione della centralina idroelettrica che dovrebbe sfruttare l’acqua del torrente Vajont prima ha espresso contrarietà, ma poi avrebbe favorito il progetto senza valutazione ambientale, la Provincia di Belluno e il Comune di Longarone che non hanno presentato ricorso, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Erto e Casso per aver svenduto la memoria collettiva. “Basta con l’ipocrisia, il Vajont non merita altra retorica” il grido che si leva alto in queste ore segnate da timori concreti della comunità.Il progetto prevede la realizzazione della centrale che sfrutterebbe le portate già in transito nella galleria di scarico del lago del residuo C, il bacino che si è formato dopo la frana del 1963. L’acqua verrebbe intercettata poco prima dello sbocco della galleria e convoglaita attraverso una condotta posta in un pozzo verticale. L’iniziative è erede di un progetto del 1996 mai realizzato perché anche allora dalle comunità locali furono forti le resistenze. – Intervistati GIOVANNI MARIOT (TESTIMONE TRAGEDIA DEL VAJONT), ROBERTO PADRIN (SINDACO DI LONGARONE), DARIO BOND (ASSESSORE MONTAGNA REGIONE VENETO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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