26/09/2026 SANTA LUCIA DI PIAVE – A Santa Lucia di Piave quasi mille insegnanti delle scuole paritarie hanno preso parte al 53esimo Convegno della Fism di Treviso. E mentre a livello nazionale si parla di un tetto di bimbi stranieri nelle scuole, dalla Marca parte una proposta per la vera integrazione || Rendere la scuola dell’infanzia inclusiva, accessibile a tutti i bimbi, italiani e stranieri attraverso l’obbligatorietà e la gratuità: da Santa Lucia di Piave dove si è tenuto il convegno della Fism di Treviso parte una richiesta ben precisa, in risposta al tetto del 30% di bimbi stranieri nelle classi proposto dal governo e arrivando a superare quella soglia di partecipazione alla scuola dell’infanzia fissata dall’Ue entro il 2030 del 96%, «il nostro obiettivo, rincara la presidente Simonetta Rubinato, è raggiungere il 100%». In provincia quella soglia è prossima ad essere raggiunta, il 94% dei bimbi italiani frequenta la scuola dell’infanzia, percentuale che per i coetanei stranieri si attesta al 93%. Il 24% di questi ultimi frequenta una scuola statale, dato che si dimezza per i piccoli alunni delle paritarie, questo proprio a causa delle rette vero ostacolo, spiega Rubinato, all’accessibilità. E allora si apre l’altro grande nodo legato ai contributi aumentati con l’attuale governo ma di poco. Nell’anno scolastico 2024/2025 i contributi statali erano stati di 1032 euro all’anno a bambino,quest’anno sono di 1249, facendo due calcoli con un contributo di 2000 euro annui a bimbo le famiglie potrebbero pagare solo i servizi mensa, ma per la vera parità azzerando dunque le rette servirebbe un finanziamento statale di 3-4mila euro. «Contributi che non sarebbero finalizzati solo a tagliare o meglio eliminare le rette, aggiunge ancora Rubinato, ma anche a migliorare i servizi, in primis aumentando gli stipendi delle insegnanti rendendo questo lavoro più attrattivo a fronte di una carenza di docenti che si aggira intorno al 40% .Anche quest’anno la Marca deve fare i conti con realtà che non riapriranno, 5 le scuole scomparse anche se in alcuni casi più di chiusura si parla di accorpamenti come a Maser e Tarzo, strada che in futuro a causa dell’inverno demografico, dei costi e della mancanza di personale potrebbe essere percorsa da altri istituti. Ma c’è un’altra sfid – Intervistati SIMONETTA RUBINATO (Presidente Fism Treviso) (Servizio di Francesca Bozza)


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