26/09/2026 SAN STINO DI LIVENZA – Tragedia questa mattina all’alba a San Stino di Livenza dove un cacciatore di 68 anni è stato trovato morto insieme ai suoi due cani, dopo esser precipitato nel fiume con la sua Jeep || Sono le 12.30, nelle acque del fiume Livenza in località La Salute, a San Stino di Livenza, si spengono definitivamente le speranze di ritrovare in vita Romildo Amadio, il cacciatore di 68 anni, ne avrebbe compiuti 69 tra un paio di mesi, scomparso dalle prime luci dell’alba. E’ la gru dei Vigili del Fuoco, dopo ore di incessanti ricerche, a rintracciare e recuperare la sua Jeep verde, scivolata a circa dieci metri di profondità. All’interno dell’abitacolo sommerso giaceva il corpo dell’uomo, rimasto intrappolato insieme ai suoi due amatissimi setter da caccia, compagni di vita e di passioni fino all’ultimo istante. L’allarme, scattato già intorno alle 5 del mattino, quando la moglie Luigina, non vedendolo rincasare come d’abitudine, aveva iniziato a temere il peggio. Poco dopo, sul luogo del dramma, la donna si è trovata a dover affrontare il doloroso rito del riconoscimento della salma, assistita dal medico legale e sorretta dall’abbraccio dei propri cari. Strazianti, le poche esaustive parole che affida alla stampa. Ma a delineare i contorni della tragedia, la drammatica testimonianza di un amico cacciatore, che seguiva Romildo a bordo di un’altra vettura. Verso le 6.30, l’amico ha visto l’auto di Romildo perdere improvvisamente aderenza. Senza accennare a nessuna frenata, la Jeep è uscita di strada, ha percorso lentamente il campo adiacente ed è scivolata inesorabilmente nel fiume, inabissandosi nel giro di pochi istanti davanti ai suoi occhi impotenti. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente: sul posto i Carabinieri di Portogruaro, i Vigili del Fuoco con i sommozzatori e l’autogru da Mestre, un’imbarcazione con ecoscandaglio da Padova e l’elicottero del Suem decollato da Treviso. I rilievi stradali non hanno evidenziato alcuna traccia di frenata sull’asfalto o lungo l’argine; un dettaglio che avvalora l’ipotesi che Romildo sia stato colto da un improvviso e fatale malore, che gli ha impedito di governare il mezzo e di mettersi in salvo insieme (Servizio di Annamaria Parisi)


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