17/09/2026 VENEZIA – Maxi operazione della Polizia: arrestati 17 membri di una organizzazione criminale transnazionale che diffondeva online materiale pedopornografico. Sequestrati oltre 22mila video e 34mila immagini. || Oltre 22 mila video e 34 mila immagini. 283 gigabyte di materiale pedopornografico. Sono i numeri dell’operazione “Fly Trap”, l’inchiesta della Polizia di Stato che ha portato allo scoperto una vasta rete criminale che utilizzava Telegram per diffondere e scambiare materiale pedopornografico e l’arresto di 17 persone. Un archivio enorme, costruito attraverso una comunità online che contava oltre 1.000 partecipanti e che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, funzionava con regole precise, amministratori, moderatori e sistemi informatici pensati per proteggere l’identità degli utenti e conservare il materiale illecito. Una mole tale che comprendeva immagini reali e altre generate con intelligenza artificiale. I quattro veneti coinvolti hanno tutti tra i 30 e i 40 anni. Tra gli arresti anche un 32enne di Mareno trovato in possesso di oltre 500 file pedopornografici. U’indagine partita nel 2024, e arrivata a conclusione in questi giorni. Da Nord a Sud, l’operazione ha interessato numerosi territori italiani: dalle province di Torino, Milano, Verona, Padova, Treviso e Cremona fino a Napoli, Barletta, Messina, Genova, Fermo, Cagliari e Palermo. 23 Le perquisizioni coordinate con l’impiego di oltre cento operatori della Polizia Postale provenienti dai centri operativi di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trento e Venezia. Ma l’inchiesta non si ferma ai confini italiani. Gli investigatori hanno individuato 996 utenze riconducibili a Paesi esteri, trasmettendo le informazioni alle autorità competenti attraverso i canali della cooperazione internazionale, con il supporto di Europol e Interpol. Gli investigatori hanno seguito le tracce della comunità, analizzando anche le transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere ai gruppi. Poi è scattata la parte più delicata dell’operazione: l’attività sotto copertura. Nel corso dei mesi, gli operatori sono riusciti a conquistare la fiducia degli amministratori fino – Intervistati ANTONIO CALIO’ – comandante Centro operativo sicurezza cibernetica del Veneto (AL TELEFONO ) (Servizio di Edy Caliman)


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