11/09/2026 BELLUNO – Il prolungamento della A27 verso Nord torna al centro del dibattito politico bellunese. Dopo l’appello della presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, oggi interviene Franco Roccon, coordinatore provinciale della Liga Veneta Repubblica. || Il tema dello sbocco a Nord torna sul tavolo, dopo l’intervento della presidente di Confindustria Belluno Dolomiti. A rilanciare oggi la questione è Franco Roccon, coordinatore provinciale della Liga Veneta Repubblica, che richiama il progetto Eusalp, presentato nel 2017: 83 chilometri di nuova viabilità, per circa metà in galleria, con l’obiettivo di collegare il Bellunese all’Austria e quindi al cuore dell’Europa. Nella proposta vengono individuati cinque punti di uscita: Tai di Cadore, l’imbocco del tunnel di Sappada, Comelico, Obertilliach e Lienz, con un costo stimato, sulla base delle cifre del 2018, superiore ai tre miliardi di euro. Per Roccon il tema non è soltanto infrastrutturale.Il collegamento verso Nord, sostiene, potrebbe incidere sulla competitività delle imprese, sulla mobilità di merci e persone e soprattutto sul futuro demografico della provincia.Una sfida che, secondo Roccon, richiede una scelta politica di lungo periodo.E tra gli interventi già programmati individua nella variante di Longaroneuna possibile base di partenza per guardare al prolungamento della A27. L’obiettivo dichiarato è evitare che Belluno resti marginale rispetto ai grandi corridoi europei, stretta tra i collegamenti autostradali di A22 e A23.La richiesta, dunque, è riaprire il confronto con Regione, Governo e Unione Europea. – Intervistati FRANCO ROCCON (COORDINATORE LIGA VENETA REPUBBLICA BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)
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