09/09/2026 BELLUNO – Dalle medaglie olimpiche al vogatore: dentro il carcere di Belluno lo sport diventa uno strumento per ripartire. Dopo gli incontri con due campioni olimpici e paralimpici, il progetto “Olimpiadi in carcere” entra nella seconda fase. || Le medaglie olimpiche erano il simbolo di una vittoria.Ora, dentro il carcere di Belluno, il gesto dello sport diventa uno strumento per costruire una nuova partenza. È la seconda fase di “Olimpiadi in carcere”, il progetto ideato da Giovanna Pastega e promosso da Seconda Chance, che nei mesi scorsi ha portato tra le mura del carcere di Baldenich le storie di due campioni: Daniele Scarpa, oro olimpico nella canoa, e Sandra Truccolo, due volte oro paralimpico nel tiro con l’arco. Non solo raccontare vittorie, ma soprattutto cadute, difficoltà e capacità di ricominciare.Adesso si passa dalla testimonianza alla pratica. Due simulatori di voga come quelli usati dai campioni sono stati donati alla Casa Circondariale: uno sarà destinato ai detenuti, l’altro alla palestra della Polizia Penitenziaria. Da ottobre a dicembre partiranno i corsi con i tecnici del CSI e gli operatori dell’ULSS 1 Dolomiti: attività fisica, prevenzione, corretta alimentazione e benessere psicofisico. Un percorso pensato per chi vive dentro il carcere, ma anche per chi ogni giorno ci lavora.Per il Comune di Belluno, l’obiettivo è trasformare le mura del carcere non in una separazione, ma in un ponte verso la comunità.Perché la sfida, da oggi e dal carcere di Belluno, non è conquistare una medaglia.È tornare a credere che ripartire è possibile. – Intervistati DANIELE SCARPA (ORO OLIMPICO DI CANOA), SANDRA TRUCCOLO (ORO PARALIMPICO TIRO CON L’ARCO), GIOVANNA PASTEGA (IDEATRICE PROGETTO “OLIMPIADI IN CARCERE”), MARCO DAL PONT (ASSESSORE SOCIALE COMUNE DI BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)
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