26/08/2026 BELLUNO – Sono stabili, comunque significativi i dati relativi alla donazione di organi e tessuti. Il punto sull’attività del Coordinamento ospedaliero trapianti è stato fatto stamattina al San Martino di Belluno. || “Non c’è donazione senza comunità. Non c’è donazione senza assenso”.Lo afferma senza tema di smentita il direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti durante la presentazione del lavoro che ruota attorno al COT, il coordinamento ospedaliero trapianti dell’azienda sanitaria bellunese guidato dal dottor Lorenzo Bernardi. I dati premiano la generosità del territorio bellunese.Il COT è operativo 24 ore su 24 e lavora a stretto contatto con il centro regionale trapianti di Padova e quello nazionale di Roma. Si lavora in rete e per matchare gli organi donati con i riceventi il centro di riferimento è il policlinico di Milano. Il dato che fotografa meglio la disponibilità dei bellunesi è quello delle dichiarazioni raccolte negli uffici anagrafe dei Comuni: sono oltre 54 mila le persone che hanno espresso il proprio consenso alla donazione: un patrimonio di solidarietà che porta Belluno ai vertici regionali e nazionali e che è fondamentale per l’attività di trapianto il cui cuore pulsante è rappresentato dalla elevata professionalità degli infermieri in servizio nei centri degli ospedali bellunesi. E’ un rapporto di fiducia reciproco che si vuole sviluppare al meglio nonostante una percentuale di ‘opposizioni’, cioè di cittadini che scelgono per il ‘no’ alla donazione magari perché non sufficientemente informati. – Intervistati LORENZO BERNARDI (RESPONSABILE COT ULSS 1 DOLOMITI), ACHILLE DI FALCO (DIRETTORE GENERALE ULSS 1 DOLOMITI) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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