22/08/2026 MESTRE – Il Veneto è tra le grandi regioni del nord Italia quella che perde più laureati perchè si trasferiscono all’estero. Una fuga che si giustifica – secondo uno studio della CGIA di Mestre – anche con un modello economico che non è in grado di assorbire del tutto le richieste lavorative dei giovani. || E’ vero che molti giovani laureati si trasferiscono a lavorare all’estero, ma a livello nazionale la loro partenza viene abbondantemente sostituita dai loro coetanei stranieri che si trasferiscono in Italia. Un fenomeno che però non si ripete del tutto in Veneto, dove nell’ultimo quinquennio il saldo è negativo di quasi 700 unità. Non un numero enorme ma abbastanza da rendere il Veneto l’unico in passivo tra le più grandi regioni del Nord Italia. Dati negativi si registrano peraltro anche in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.Secondo lo studio della CGIA di Mestre, tra il 2019 e il 2024 si sono trasferiti all’estero 11.316 veneti; ne sono rientrati 3.288 e ne sono arrivati dall’estero altri 7.357 con almeno una laurea triennale: il saldo negativo è di 671 unità. Non una cifra enorme ma comunque un dato negativo.In ognuno dei 5 anni monitorati sono emigrati all’estero una media di circa 2.300 laureati veneti tra i 25 e i 34 anni (al netto dei veneti rientrati). Il dato è significativo, anche se poi rapportato alla popolazione universitaria si riduce all’1,4%. Ciò non toglie che il problema esiste: in una Regione che vuole crescere economicamente il saldo dovrebbe almeno essere positivo. – Intervistati PAOLO ZABEO (COORDINATORE UFFICIO STUDI CGIA MESTRE) (Servizio di Filippo Fois)
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