21/08/2026 VAL DI ZOLDO – “Trattati come schiavi”: così oggi la Süddeutsche Zeitung ha raccontato il lavoro nelle gelaterie italiane in Germania. Protesta il sindaco di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin che parla di un attacco senza precedenti a una generazione di imprenditori e di una possibile ritorsione per la battaglia sulla cittadinanza degli oriundi. || È una storia che parte dal Bellunese e arriva fino al Brasile, passando per le gelaterie tedesche. La Süddeutsche Zeitung racconta il mondo delle gelatierie italiane in Germania attraverso le testimonianze di lavoratori brasiliani, molti dei quali discendenti degli emigranti italiani e oggi cittadini italiani: “In Germania siamo trattati come schiavi” raccontano al quotidiano stigmatizzando turni fino a dodici ore al giorno, stagioni da marzo a ottobre, un solo giorno libero alla settimana. Ma per Camillo De Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo, questa rappresentazione è inaccettabile. De Pellegrin da anni porta avanti la battaglia sulla cittadinanza perchè Val di Zoldo è stato infatti uno dei comuni più esposti alla valanga di richieste di cittadinanza ‘iure sanguinis’ arrivate soprattutto dal Brasile. Ed è proprio qui che l’inchiesta tedesca riporta la storia al suo punto di partenza, perché molti dei lavoratori brasiliani raccontati dalla Süddeutsche Zeitung hanno un passaporto italiano. Sono i discendenti degli italiani emigrati in Brasile tra Ottocento e Novecento. A Urussanga, nel sud del Paese, secondo il reportage migliaia di persone partono ogni anno per la stagione nelle gelaterie tedesche. A colpire De Pellegrin la foto a corredo del reportage che mostra una lavoratrice con la divisa da carcerata, lettura che il sindaco di Val di Zoldo respinge con forza. – Intervistati CAMILLO DE PELLEGRIN SINDACO DI VAL DI ZOLDO (AL TELEFONO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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