20/08/2026 BELLUNO – Non solo bagni e tuffi. A Belluno è scattato anche il divieto di accesso e di stazionamento sulle sponde di Piave, Ardo e Cordevole, nelle aree considerate a rischio. La misura del sindaco De Pellegrin motivata dalla sicurezza: ma il provvedimento fa discutere. || Le immagini estive raccontano un’abitudine che in provincia di Belluno appartiene da sempre alla bella stagione: il Piave, il Cordevole, l’Ardo come luoghi dove andare, fermarsi, prendere il sole, fare una passeggiata. Ora, però, in alcune aree non si può più. L’ordinanza firmata dal sindaco Oscar De Pellegrin, che fa il paio con quelle gemelle emesse a inizio giugno dai comuni di Sedico e di Sospirolo, vieta non soltanto la balneazione, ma anche accesso, transito e stazionamento in alvei, sponde, greti, scogliere e altre aree demaniali individuate come ad alto rischio. Che il pericolo non sia teorico lo raccontano le cronache: sull’Ardo nel 2014 morirono due giovani travolti dall’acqua mentre cercavano di attraversare una pozza. Due i morti per annegamento nel 2017 e nel 2019 a Cesana Beach e al confine con la provincia di Treviso; nel 2020, a Santa Giustina, morì il quindicenne Alessio Bortoluzzi travolto da un masso mentre si trovava sulle rive del fiume, mentre lo scorso anno, a Cesana, perse la vita un’altra quindicenne, Gaia De Gol, schiacciata tra i massi della scogliera sotto la diga di Busche, ferita gravemente una delle amiche che si trovavano con lei. Dunque, i rischi ci sono, sono diversi dall’annegamento e riguardano anche la stabilità delle opere e delle sponde. Il punto contestato, però, è un altro. Perché il provvedimento non si ferma al divieto di fare il bagno, ma anche semplicemente di stare sulla riva in aree ritenute pericolose ma di cui non vi è traccia nell’ordinanza. Per i cittadini, perciò, la domanda è: dove finisce la necessaria tutela della sicurezza e dove comincia una limitazione eccessiva della possibilità di vivere gli spazi all’aperto? Perché non si parla soltanto di tuffarsi nel Piave ma anche, banalmente, di stendere un asciugamano, fare un picnic, portare il cane. Il Comune precisa che restano possibili, nelle aree autorizzate, la pesca sportiva e le attività sportive consentite. – Intervistati PAOLO GAMBA (VICE SINDACO DI BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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