19/08/2026 MONTEBELLUNA – I nuovi furti a Biadene portano nuovamente alla ribalta la piaga delle razzie negli appartamenti. L’associazione “Furti in casa” ha chiesto ufficialmente a Questura e Comando dei Carabinieri di Treviso in quali casi le indagini prevedano l’impiego della scientifica. || E’ stato un autentico raid quelloin via Carlo Moretti. Compiuto da persone in grado di operare con modalità che appaiono da professionisti del crimine. I ladri hanno colpito a Biadene due appartamenti al piano terra nella stessa palazzina: saccheggiati per un bottino che è stato quantificato attorno ai 400 euro più oggetti in oro. Un raid che, rilanciato anche sui social, ha nuovamente portato alla ribalta il grave problema delle razzie in casa. Nel casospecifico il sindaco di Montebelluna Adalberto Bordin ricorda come proprio in quella zona il Comune fosse intervenuto con un potenziamento dell’illuminazione di un parco giochi su richiesta dei residenti e abbia in progetto il rafforzamento degli impianti di videosorveglianza. Ma secondo il primo cittadino c’è anche un fattore, che va oltre l’amministrazione del Comune: ed è quello di uno Stato in cui ci sia la certezza della pena.Chi oltre alla certezza chiede anche un inasprimento della pena per chi rubain casa è l’associazione “Furti in Corso” fondata dal roncadese Cristian Demma che però questa volta si concentra sulle indagini. Dopo aver lanciato una consultazione tra gli iscritti derubati, Demma chiede a Questura e Carabinieri di Treviso se esista una procedura per l’intervento della scientifica. Demma ricorda il clima di proficua collaborazione tra l’associazione e le forze dell’ordine, la richiesta – specifica – è solo per chiarezza. – Intervistati ADALBERTO BORDIN – SINDACO DI MONTEBELLUNA (al telefono), CRISTIAN DEMMA (PRESIDENTE “FURTI IN CORSO”) (Servizio di Filippo Fois)
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